Salmo 95

DIFFONDIAMO L’AMORE DI DIO

« Cantate al Signore un canto nuovo…. Prostratevi al Signore nel suo atrio santo…Dite tra le genti: «Il Signore regna!». L'uomo è sempre in cammino, verso il domani e senza ritorni, finchè non arriverà nel riposo di Dio: un riposo che non è ozio, ma completamento dell’opera di Amore di Dio.

Il Salmo 95 è un invito universale a riconoscere la grandezza di Dio nel cuore dell’uomo, infettato – ancora oggi - di politeismo e di idolatria. Questo salmo fa parte del gruppo di composizioni in cui si esalta la regalità di JHWH. Questa si esercita non solo su Israele, il popolo che Egli guida alla vittoria contro i suoi nemici, ma su tutto l’universo, che Egli ha creato vincendo il caos primordiale. Nella Bibbia il concetto della regalità di Dio, trova le sue radici nella teologia dell’Esodo e dell’Alleanza. JHWH è re non perché impone il suo dominio su Israele, ma perché lo libera dall’Egitto e si impegna salvarlo nelle complesse vicende della sua storia. Il popolo di Israele è invitato a diffondere la conoscenza del vero Dio in mezzo ai popoli. Una certezza deve avere Israele, che egli è “terribile sopra tutti gli dei”, e che tutti gli idoli dei popoli sono un nulla. Dietro le divinità concepite dalle nazioni, sono presenti i demoni sui quali Dio esercita pieno dominio. L'invito ai popoli non è solo quello di aprirsi al vero Dio, ma di andare pellegrini “nei suoi atri”, e prostrarsi davanti a lui. Il “suo atrio santo” è quello del tempio di Gerusalemme; i “sacri ornamenti” sono le vesti degne del tempio.

E oggi? Il Signore “viene a giudicare la terra”. Questo è accaduto con la venuta di Cristo, Re di giustizia e di pace. Egli viene ancora con la sua Grazia (cf Ap 1,8). Il nostro “andare”, è allora un dare ascolto alla voce di Dio; dipende tutto dall’oggi del nostro quotidiano. Quando attraversiamo le varie prove e difficoltà di oggi, che ci sono e che ci saranno, subito pensiamo al peggio – come fece Israele presso Massa e Meriba - e non facciamo altro che protestare, dicendo: “Il Signore è in mezzo a noi, o no?”.

Ma ancora oggi, nella nostra quotidianità fatta di gioie ma anche di prove e contestazioni verso Dio, Gesù stesso viene a sciogliere i nostri cuori di pietra con la regalità della sua Misericordia. Egli ci parla di una conversione di vita nei pensieri e nei sentimenti! Non importa più ciò che era ieri: se oggi ascoltiamo la sua voce, ci darà un cuore nuovo. E non importa nemmeno ciò che sarà domani, perché appartiene a Dio Padre e noi non dobbiamo sperare di avere il domani per convertirci.

Oggi, quindi, non induriamo i nostri cuori ma cantiamo un canto nuovo: lasciamo che il Signore regni finalmente nella nostra Fede a volte malata di superstizioni; lasciamo che il Signore regni col suo perdono accolto seriamente e non per finta; lasciamo che il Signore venga a liberarci dalle tentazioni di distruzione del dono della vita e dalle dispute inutili che uccidono il suo Regno di amore nelle nostre relazioni, indossando così i “sacri ornamenti” della misericordia; lasciamo che il Signore guarisca il cuore e ci doni l’accesso alla terra promessa, il riposo in Lui. Riconoscendoci ogni giorno salvati dall’Amore di Dio, diciamo tutti insieme con la vita e non con le sole parole: «Il Signore regna!».

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S.E. Mons. Ignazio Sanna


Arcivescovo Metropolita di Oristano

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