Chiesa di S. Sebastiano Martire

Piccolo borgo ai piedi della Giara di Gesturi, Assolo è immerso nella vegetazione che copre le colline della Marmilla. Il suo abitato è circondato da boschi di lecci e roverelle secolari, segnati dal tracciato delle vie che conducono alla Giara, come la Scala Cabirada o la Scala Argiolas. Nel centro storico il paese conserva l’assetto urbanistico di un tempo e le architetture rurali caratteristiche della regione. Nelle vie strette prospettano a tutt’oggi le antiche case campidanesi in pietra, i cui portali, abbelliti da ornamentazioni lignee, si aprono sui cortili in acciottolato (impedrau), delimitati dall’immancabile loggiato (lolla).

Tra le opere architettoniche più importanti del Comune di Assolo è senz’altro la chiesa parrocchiale, dedicata al martire san Sebastiano. La chiesa, risalente al periodo medievale, è stata ricostruita in epoca barocca, nel 1633, come attesta un’epigrafe murata in sacrestia: HOC OPUSPER FECTU FUIT ANNO MDCXXXIII PHILIPPO SERRA CURATO.

Il prospetto si affaccia su un ampio sagrato, collegato con la strada sottostante da una scalinata in pietra con parapetti laterali in ferro battuto. La chiesa, con pianta a croce latina, è costituita da una navata centrale sormontata da una volta a crociera e da un transetto formato da due cappelle, aggiunte tra il 1700 e il 1868. Queste due cappelle sono sormontate da volte a botte.

Il presbiterio è voltato a botte e presenta decorazioni che hanno per tema il martirio di san Sebastiano. Nella cappella di sinistra, guardando verso il presbiterio, è presente il bellissimo fonte battesimale in marna calacarea risalente al 1568, opera dello scalpellino Antonio Secci, e ancora utilizzato per la celebrazione del Sacramento del Battesimo.

La facciata della chiesa, intonacata e tinteggiata, presenta un ampio portale di ingresso, con portone ligneo decorato, sormontato da una finestra semicircolare. Sul

lato sinistro della chiesa, a dominare il sagrato, è presente il campanile, la cui altezza risulta accentuata dal coronamento cuspidale.

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